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Passi di interviste con le storie
dimensione normativismo: Incrocio

Le norme vanno rispettate sempre e comunque

Un milanese di 83 anni, ex dirigente di azienda: "Non vado a vedere se una legge è giusta o sbagliata."

Una siracusana 60enne, insegnante di storia dell’arte: "Se qualcuno ha messo un limite di velocità, se qualcuno ha messo un semaforo, la ragione ci dev’essere! Questo qualcuno non è senz’altro una persona incompetente; è uno che ha calcolato le possibili conseguenze della mancanza del semaforo".

Un ingegnere toscano di 73 anni: "Potrei decidere di passare, ma so che non dovrei passare perché questa è la legge."

Un siciliano di 65 anni, ex ufficiale: "I repubblicani perdettero la guerra di Spagna perché prima di fare un’azione si riunivano in assemblea e stabilivano se quel fortino doveva essere attaccato o no."

Un poliziotto 29enne di Palmi (RC): "Se qualcuno ha messo il semaforo, la responsabilità è sua; io non mi posso prendere la responsabilità di ignorarlo."

Un’insegnante pugliese di cinquant’anni, di tradizioni laiche: "Credo più in un semaforo rosso che in Dio; ho fiducia nell’uomo... Quando la norma c’è, va rispettata. Questo non significa che la norma sia giusta e che non si possa cambiare; però finché c’è essa va rispettata"

Una marchigiana di 39 anni, laureata in filosofia: "Una convenzione sociale è stata stipulata per regolamentare il traffico, e siccome mi riconosco nelle leggi che lo Stato propone, la devo rispettare anche se ingiusta."

Un sarto 74enne di Menfi (AG): "Anche le ambulanze a sirene spiegate ho visto fermarsi"

Uno studente universitario 27enne di S. Giorgio a Cremano (Napoli): "Sono stato educato nella maniera che se c’è qualcosa da rispettare si rispetta, perché c’è qualcuno che ha pensato più di te su quella cosa".

Una 26enne di Padova, studentessa universitaria: "Obietterei sul termine ‘giusto’. Può essere conveniente, può essere sicuro, ma giusto no, perché c’è una legge che dice che non è giusto!".

Un avvocato siracusano di 48 anni, consigliere comunale per Alleanza Nazionale: "Da bambino, quando sentivo dire che i tedeschi in guerra sono terribili, non ero convinto... La guerra è una cosa bruttissima, ma se si deve fare bisogna farla secondo le leggi della guerra Non vedo il tedesco o il giapponese come delle bestie, ma come delle persone legalitarie. Se c’è la guerra deve essere seria; noi italiani invece anche in guerra non siamo stati seri"

Le norme vanno rispettate per non incorrere in sanzioni / per evitare incidenti
(risposte di chi rispetta la norma per timore di conseguenze spiacevoli)

Un contadino salentino di 25 anni: "Figurati! Sono uno che si spaventa anche col verde."

Un 53enne della bassa bresciana: "Mi ricorda un crocevia dove abitavo. Da casa mia ho sentito degli scontri con grida, sangue, cervelli umani sull’asfalto..."

Un pensionato di 63 anni di Cormano (Milano), ex operaio: "Non è giusto passare con il rosso, lo dico per esperienza. Sei anni fa alla circonvallazione di Parma io ero fermo al rosso; dopo un attimo che è venuto il verde io sono partito ed un signore che veniva dall’altra parte non rispettando il rosso mi ha centrato in pieno con la macchina" [e descrive minutamente l’episodio].

Le norme vanno rispettate per stare tranquilli, per non generare caos, per non generare abitudine a non rispettarle
(risposte di chi rispetta la norma perché violarla potrebbe diventare una cattiva abitudine, e dare un cattivo esempio agli altri)

Una insegnante 51enne di Camerino (Macerata): "Più il rosso non ha un significato tangibile e più lo si deve rispettare. Se non lo si rispetta una volta non lo si rispetta più."

Un pensionato di 64 anni di Colorno (Parma), ex pilota dell’Alitalia: "Se tutti facessimo così, ci abitueremmo a trasgredire, e arriveremmo a passare con il semaforo rosso anche quando passa qualcuno, come fanno i napoletani."

Un 69enne di Molinella (bassa bolognese), dirigente di cooperative: "Per evitare di prendere brutte abitudini, ti devi imporre auto-limitazioni anche se in casi come questi arrivi alla stupidità."

Un astrofisico triestino di 60 anni: "Non è giusto passare perché bisogna fermarsi al rosso; diventi un riflesso condizionato. C’è una norma che è di sicurezza generale, anche se in questo caso non è implicata perché non essendoci nessuno non posso fare male. Però bisogna che uno si abitui in certi casi, che riguardano la sicurezza, ad avere un riflesso condizionato. C’è rosso ci si ferma; non si pensa ‘mi fermo perché c’è qualcuno che arriva’ . Ci si ferma e basta!".

Una 55enne di Gallarate, che ha lavorato nell’industria tessile del marito: "Non mi fermo perché c’è il divieto: mi fermo perché mi sembra giusto fermarmi".

Le norme vanno osservate per rispetto verso gli altri
(risposte di chi rispetta la norma perché gli altri si aspettano che la rispetti / perché è frutto di un accordo collettivo, di un contratto sociale)

Un 50enne rappresentante di commercio ferrarese: "Ci siamo messi d’accordo: abbiamo stabilito che quando è rosso non si deve passare."

Le norme vanno rispettate a meno che siano assurde
(risposta tipica di chi ritiene giusto passare solo se il semaforo è nel deserto)

Un romano di 31 anni, impiegato in una ditta di marketing: "Quel semaforo può avere una ragion d’essere in un’altra situazione. Ma nel deserto non serve a nulla. E’ una norma vuota."

Un bolognese di 43 anni, direttore di una cineteca: "Penso che il semaforo in quel posto sia assolutamente inutile, e allora tendo a non rispettarlo."

Un urbinate di 31 anni, impiegato amministrativo: "Non si può rendere la norma così rigida che arrivi all’assurdo. E’ ridicolo in una strada completamente deserta star fermo due o tre minuti per aspettare il verde".

La norma si può violare se non fai male né a te né agli altri
(risposte di chi viola la norma in base a considerazioni di buon senso legate alla situazione specifica)

Una 53enne di Rho (Milano), ex socia di una ditta di relazioni pubbliche: "Probabilmente quel semaforo è regolato da un timer generale che non ha alcun rapporto con le esigenze di quel luogo specifico."

Un ragioniere goriziano di 55 anni: "Nel caso che non ci siano persone e conflitti possibili, il semaforo non è altro che una lampadina."

Una psicologa aziendale 27enne di Omegna (Verbania): "Se non c’è nessuno, che senso ha che io rispetti il rosso?"

La ragione umana deve prevalere sulla norma
(risposte di chi rivendica la priorità della ragione individuale su qualsiasi norma imposta dall’esterno)

Un vigile urbano emiliano di 40 anni: "Se si è verificato con assoluta certezza che non si rischia di creare dei danni, il fatto che il semaforo proietti luce rossa o verde diventa una formalità. Io prediligo il ragionamento più che il dogma."

Un intellettuale campano di 55 anni, bibliotecario in un paesino, racconta un episodio: "ero in vacanza sulla spiaggia di Rimini, e una mattina c’era il mare calmissimo ma si erano scordati di togliere la bandiera rossa che avevano messo il giorno prima per il mare mosso, che nella notte si era calmato. Tutti i tedeschi, e anche qualche italiano, non hanno fatto il bagno finché non è arrivato un bagnino e l’ha tolta".

Le norme non sono cogenti in sé, sono a tutela dei cittadini / della società civile (risposte di chi si rende conto del fatto che le norme devono essere funzionali a uno scopo, e sono vuote nelle situazioni in cui non servono ad attingere quello scopo)

Un’astigiana di 88 anni, ex insegnante media: "Osservare la regola come una divinità non ha senso. La regola deve essere utile; se non ha utilità non va rispettata."

Un livornese 43enne, funzionario al comune: "La norma regola i rapporti fra le persone. Qui di persone ce n’è una sola. Per questo passando non do neppure il cattivo esempio."

Un varesino di 28 anni, tecnico informatico: "E’ giusto passare perché è stupido seguire la regola: le regole sono per il benessere dell’uomo."

Un bagnino romagnolo di 21 anni: "Il semaforo è una cosa, un apparecchio elettronico utile alle regole stradali. Grazie all’uso del semaforo noi regoliamo il traffico ed evitiamo incidenti; ma quando non c’è per niente traffico, il semaforo perde la sua funzione."

Una 23enne di Teramo, studentessa universitaria: "Io amo molto Napoli. Ci sono dei valori della napoletanità che secondo me sono giusti. Quando vedo un semaforo rosso in mezzo a strade deserte passo e ritengo di essere nel giusto."

Un 26enne disoccupato di Ostuni: "Le norme sono fatte per disciplinare il contratto sociale. Se non infrango il contratto sociale, la norma si può trasgredire".