benvenuti su Paideia

Passi di interviste con le storie
dimensione normativismo: Titoli

TITOLI: risposte alla prima domanda

No: si devono sempre seguire le regole
(sottolinea il dovere generale di seguire le norme di qualunque tipo e fonte)

Un sarto 74enne di Menfi (Agrigento): "Se ha sottoscritto un contratto lo deve rispettare, gli piaccia o no."

No: chi fa il bancario deve essere leale verso la sua banca
(sottolinea l’opportunità che un dipendente faccia gli interessi di chi lo stipendia)

Una milanese di 24 anni, istruttrice di danze moderne: "E’ ovvio che deve seguire i piani aziendali. Non può mica svegliarsi la mattina e decidere di fare quel che gli pare. Se la banca va male ci rimette anche lui."

Un pensionato 71enne di Palmi (RC), ex autista di autobus urbani: "Allora, fai l’impiegato di questa banca, e poi la tradisci? E’ il piatto dove mangi."

Un 26enne disoccupato di Ostuni (Brindisi): "La banca è un ente privato che fa i propri interessi. La gestione dei propri soldi è una cosa rimessa all’intelligenza di chi li possiede."

Un 26enne disoccupato di Ostuni: "La banca è un ente privato che fa i propri interessi. La gestione dei propri soldi è una cosa rimessa all’intelligenza di chi li possiede."

Un magazziniere fiorentino 25enne, simpatizzante della destra: "Anch’io quando lavoravo in un’assicurazione dovevo seguire le direttive."

Sì, visto che è in un ufficio che dovrebbe consigliare bene i clienti
(giustifica l’operato del funzionario facendo appello alle funzioni dichiarate dell’ufficio, quindi a criteri di carattere formale)

Una milanese di 35 anni, commessa in una libreria: "Secondo me fa bene a rispettare gli impegni che l’azienda prende verso i clienti, anche se l’azienda non li rispetta."

Una fiorentina di 26 anni, gerente di un negozio di abbigliamento: "Ci sono cose per cui la lealtà aziendale va bene. Ma in questo caso il servizio al cliente viene totalmente vanificato".

Un ligure di 57 anni, caporeparto alla Fincantieri: "Quando uno va in banca si sa già che qualche fregatura la prende. I consigli della banca sono un po’ pelosi, perché la banca cerca sempre di aggiustarsi."

A lungo andare il suo comportamento avvantaggia la banca; è lui che fa i veri interessi della banca (giustifica l’operato del funzionario facendo appello ai vantaggi economici di lungo periodo che il suo operato porta alla banca)

Un’imprenditrice friulana di 63anni: "Una banca senza clienti non può andare avanti. Il cliente va rispettato e coccolato."

Un’impiegata comunale 52enne di Cernusco sul Naviglio (Milano), vedova di un imprenditore: "I clienti li puoi imbrogliare per un po’, ma poi se ne accorgono e cambiano banca."

Un pensionato di 49 anni, di un paesino presso Chiavari, ex operaio alla Fincantieri: "Se non si fanno gli interessi dei clienti, prima o poi la banca va in fallimento. Di banche ce n’è un centinaio; uno fa presto a prendere i soldi di qua e portarli di là."

Un’operatrice sociale 35enne di Busto Arsizio (Varese): "Se vendi cattivi prodotti, alla fine non avrai più clienti. E’ vero che ormai tutti vendono cattivi prodotti..."

Sì: le persone vengono prima delle strutture

Una sarta casalinga di 64 anni della provincia di Benevento: "Il cliente è un essere umano, la banca è un ammasso di pareti e di vetrate".

Una romana di 32 anni, operaia in una ditta di pulizie: "Con le persone ci parlo; con la banca non ho mai parlato."

Una 42enne di Castiglione delle Stiviere (Mantova), funzionario del comune: "Come dice mio marito, in banca se ti consigliano qualcosa c’è la fregatura dietro. Le cose buone non te le consigliano".

Sì, perché segue la sua coscienza

Una sarta casalinga di 64 anni della provincia di Benevento: "Il cliente è un essere umano, la banca è un ammasso di pareti e di vetrate".

Una romana di 32 anni, operaia in una ditta di pulizie: "Con le persone ci parlo; con la banca non ho mai parlato."

Un’impiegata di banca torinese di 29 anni: "E’ prima di tutto un dovere verso la propria coscienza, per andare a dormire tranquilli."

Un pensionato 54enne di Nichelino (Torino), ex addetto alla manutenzione in una grossa azienda: "Vendere un prodotto bianco dicendo che è nero, magari la gente te lo compra, ma quando vai a casa non penso che ti senti a posto".

Una veronese 31enne, addetto stampa di un ente pubblico: "lo approvo perché segue una norma etica un po’ più elevata della lealtà aziendale".

Una milanese di 43 anni, impiegata alla Lottomatica: "approvo il funzionario perché anch’io mi comporto così: quando ho davanti una persona che si fida di me, non posso tradire la sua fiducia".