
Un informatico emiliano di 32 anni, analista in banca: "Il signore poteva stare più attento. A me non è mai capitato di inciampare in un bambino. E nel caso poteva scusarsi della sua disattenzione."
Una trentenne procuratrice emiliana: "Il passante deve rendersi conto che è un bambino!" Una studentessa fiorentina: "A me se mi capita di pestare una persona, anche se quella era nel mezzo, mi dispiace lo stesso." Una quarantenne casalinga pistoiese: "Sono questi vecchi astiosi, queste persone che si alzano sempre col piede sbagliato..."
Un bolognese di 45 anni, direttore di azienda meccanica: "Il passante è sicuramente distratto e maleducato; alla madre può anche sfuggire il bambino, insomma!"
Una marchigiana di 38 anni, funzionario regionale: "Non era parcheggiato; semplicemente era rimasto fuori dalla porta del negozio. Aspettava la mamma."
Ad esempio una riminese di 24 anni, insegnante in corsi di istruzione professionale: "Se vado a inciampare in un bambino che è fermo per strada posso chiedergli se si è fatto male, chiedere scusa, ma non attacco briga con la madre."
Un bolognese di 45 anni, direttore di azienda meccanica: "Il passante è sicuramente distratto e maleducato; alla madre può anche sfuggire il bambino, insomma!"
Una maestra 35enne di Viterbo: "Se sono in una grande città ha ragione il passante. Se sono in un paesino tranquillo il passante è esagerato".
Una trentenne procuratrice emiliana: "Il passante deve rendersi conto che è un bambino!".
Una riminese di 24 anni, insegnante in corsi di istruzione professionale: "Se vado a inciampare in un bambino che è fermo per strada posso chiedergli se si è fatto male, chiedere scusa, ma non andare a discutere dalla madre."
Un informatico emiliano di 32 anni, analista in banca: "Il signore poteva stare più attento. A me non è mai capitato di inciampare in un bambino. E nel caso poteva scusarsi della sua disattenzione. La madre ha ragione, ha risposto bene."
Una giovane fiorentina: "A me se mi capita di pestare una persona, anche se quella era nel mezzo, mi dispiace lo stesso"
Una pistoiese: "Sono questi vecchi astiosi, queste persone che si alzano sempre col piede sbagliato..."
Un odontotecnico catanese di 48 anni: "I ragazzi hanno diritto di giocare... vanno lasciati stare".
Un magazziniere fiorentino 25enne: "il bambino ha diritto di stare sul marciapiede. Il problema è che si può fare male". Un milanese di 83 anni, ex imprenditore: "La mamma deve seguire il bambino, il bambino non può stare allo stato brado come i polli"
Una casalinga 60enne di Francavilla Fontana (Brindisi): "Oltre tutto, il marciapiede è sporco!"
Un 26enne disoccupato di Ostuni (Brindisi): "Coi bambini non si scherza. Bisogna averne la massima cura".
Un pensionato di 49 anni, di un paesino presso Chiavari, ex operaio alla Fincantieri: "I bambini se si fanno bisogna tenerli a bada. Invece le donne, quando cominciano a parlare, non capiscono più nulla."
Una sarta casalinga di 64 anni della provincia di Benevento: "Mi capita sempre di vedere le mamme sedute a farsi confidenze e i bambini che stanno sul marciapiede. Mi dà noia perché le madri devono stare attente ai bambini."
Una 67enne ex banconista di mensa di Sini (Oristano): "Mi è capitato spesso di vedere che le mamme lasciano che i bambini facciano quello che vogliono; pensano alle loro chiacchiere e ai loro bambini ci deve pensare chi passa."
Un funzionario aziendale 35enne di Imola: "Io avrei guardato se il bambino si è fatto male; visto che non si è fatto niente, avrei salutato e fine. Non mi sarei messo a discutere."
Insegnante napoletana di 43 anni: "Questa madre non è una buona cittadina; è una questione di educazione civica. Manca ai suoi doveri verso la collettività ed è anche una cattiva educatrice."
Casalinga milanese di 66 anni: " Ha ragione il passante. Questo bambino il passante non se lo aspetta, quindi naturalmente può non vederlo."
Una casalinga palermitana di 76 anni: "E’ responsabile soprattutto verso il passante che è uno sconosciuto. La responsabilità per il bambino se l’è già presa decidendo di metterlo nel marciapiede. In fin dei conti il bambino è il suo e decide lei, ma verso il passante è lei la diretta responsabile."
Una casalinga bellunese di 31 anni: "Il marciapiede è di tutti, non è una proprietà privata, quindi non può fare quello che vuole in un marciapiede; ci vuole un minimo di rispetto anche nei confronti degli altri. Il marciapiede è una zona di passo per tutti e non di sosta."
Un pensionato siciliano di 65 anni, ex ufficiale: "Il marciapiede è fatto per far passare la gente, non per far giocare il bambino".
Un pensionato di 58 anni di Valmontone (Roma), ex operaio: "Un ragazzino in mezzo al marciapiede è come una cosa. Se il ragazzino non ce lo metti, il passante cammina libero"
Una siracusana 60enne, insegnante di storia dell’arte: "Crea comunque un ostacolo come se avesse messo per terra la borsa della spesa. Io mi arrabbio sempre con quelli che parcheggiano sul marciapiede. Perché devo scendere dal marciapiede e rischiare di essere arrotata da una macchina che passa?"
Una venticinquenne napoletana, segretaria di redazione in una casa editrice: "Il passante ha il diritto di dire qualcosa alla madre perché anche se lui non si è fatto male ha fatto del male al bambino, e non vorrebbe che qualcuno lo mettesse in quella situazione. Quindi è giusto che la madre non metta in queste condizioni il prossimo."