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Passi di interviste con le storie
dimensione particolarismo - universalismo: vigile

il vigile è invadente; la madre fa bene a difendere il suo privato
(risposte totalmente schierate con la madre)

Una casalinga tarantina di 54 anni: “La mamma potrebbe anche dire delle parolacce a quel vigile!”

Un potentino 19enne, apprendista panettiere: “Calpestare le aiuole e buttare carte a terra non è mica un reato. Lo fanno i grandi; non lo dovrebbe fare un bambino?”

Un’impiegata di banca torinese di 29 anni: “Quel vigile abusa della sua autorità.”

Un disoccupato 21enne di Taranto: “Se io fossi la madre direi al vigile che è un grande imbecille, perché prima di tutto lui non deve sgridare il bambino; e poi cosa gli importa di come si comporta il bambino a casa?”

Una diciannovenne casalinga tarantina : “Non penso che il bambino possa fare in casa le stesse cose che fa ai giardini, perché a casa c’è la mamma che lo controlla. Quindi penso che quando esce sia libero di fare quello che gli viene in mente di fare... Se no ‘sti poveri bambini sono condizionati a casa, condizionati quando escono; e quando sono liberi?”

Una casalinga tarantina di 27 anni: “Mio figlio è il bambino più pulito e ordinato, e queste cose in casa non le fa. Nei giardini che sono talmente sporchi le può anche fare!”

Una studentessa tarantina di 34 anni: “E’ un domanda assurda! Non vedo alcun nesso!”

Un insegnante 36enne di Ottaviano (NA), laureato in psicologia: “Il vigile è invadente, fa male a fare quella battuta alla madre. Dovrebbe limitarsi a riprendere il bambino. Non è compito del vigile pensare a come una madre educa suo figlio. Anche se probabilmente il bambino è stato educato a comportarsi in modo diverso quando è in casa e quando è fuori casa. Mia madre mi ha un po’ educato a questa doppiezza, cioè che le cose si fanno per noi stessi e che le cose che si fanno a casa possono essere diverse da quelle che si fanno fuori.”

Un disoccupato 21enne di Taranto: “Se io fossi la madre direi al vigile che è un grande imbecille, perché prima di tutto lui non deve sgridare il bambino, e poi cosa gli importa di come si comporta il bambino a casa?”

Un disoccupato 19enne di Taranto: “I bambini al parco devono pure sfogarsi, no?”

il vigile doveva limitarsi a multare la madre, riprenderla in modo meno provocatorio

Un genovese 63enne, ex vigile: “Un vigile non deve fare la paternale. Deve applicare la norma senza stare a discutere. E’ così che mi hanno insegnato quando ero vigile.”

Un pensionato di 49 anni di un paesino presso Chiavari, ex operaio alla Fincantieri: “Ha oltrepassato un po’ andando a toccare i fatti di casa. Quello poteva evitarselo: se vai a cercare una cosa privata, gli dài la possibilità di reagire; passi dalla ragione al torto.”

Un fiorentino di 30 anni: "Per il solo fatto che veste una divisa, non ha il diritto di essere villano."

Un 60enne del Canavese, ex autista-fattorino in una ditta: “Si doveva permettere quella battuta solo se aggredito verbalmente dalla signora.”

Il presidente di una cooperativa di servizi di Castel San Pietro (Bologna): “La madre può rispondere in maniera forte, perché il vigile le fa una domanda offensiva. L’educazione ambientale si fa anche in altre maniere che non con la repressione.

Un disoccupato 27enne di San Giorgio a Cremano (Napoli): “Non gli conveniva per tranquillità. Perché se tu gli dici una cosa del genere, quella continua a risponderti. Allora tu hai il potere e lo usi. Normalmente non l’avresti usato, ti saresti limitato a farle notare che sbagliava e la lasciavi andare; ma visto che la signora è tanto scema da difendere il bambino, allora è bene che paghi la multa, così può darsi che capisca.”

Una 53enne di Rho (Milano), ex socia di una ditta di relazioni pubbliche: “Da un vigile non mi aspetto che sia un cabarettista e spiritoso.”

Un pensionato di 49 anni, di un paesino presso Chiavari, ex operaio alla Fincantieri: “Ha oltrepassato un po’ andando a toccare i fatti di casa. Quello poteva evitarselo: se vai a cercare una cosa privata, gli dài la possibilità di reagire; passi dalla ragione al torto”.

il vigile ha fatto una battuta, non è stato offensivo; la madre doveva accettarla
(risposte di chi tende a minimizzare il problema)

Un’insegnante di lingue di 44 anni di Rovigo: “Il vigile non sarebbe tenuto ad un commento. Ma lo può dire anche come persona, non soltanto come vigile: è una battuta da normale cittadino; non è una battuta da vigile.”

il vigile fa bene a pungolare lo spirito civico della signora

Una piemontese di 34 anni, ausiliaria in una casa di cura: “Le mamme vogliono che i bambini tengano pulito in casa. Essendo mamma lo so. Quindi il vigile dice bene.”

Un pensionato 56enne di Sestri Levante: “Fa bene perché può darsi che la signora, punta sul vivo, capisca qualcosa che da sé non capisce.”

Una tarantina di 44 anni, consulente di un negozio di arredamento: “fa bene a pungolare, perché quando sono punti sul vivo è possibile che ricordino meglio che quello è un comportamento sbagliato”.

Una pensionata di 54 anni, di Barletta: “Il vigile fa molto bene a pungolare lo spirito civico della signora, magari lo facessero tutti i vigili! E’ chiaro che quello che fa il bambino a casa non sono fatti suoi, ma non è che il vigile si sia svegliato una mattina e sia andato a cercare la signora per chiederle che cosa fa il bambino a casa sua. Se le ha fatto quella domanda è perché c’è stato un comportamento sbagliato del bambino.”

i privati hanno meno diritto dei pubblici ufficiali
(risposte di chi accetta la provocazione ma preferisce che siano le autorità a intervenire)

Un’operatrice sociale 35enne di Busto Arsizio (Varese): E’ molto più fastidioso per una mamma accettare una provocazione di questo tipo da un’altra mamma; il vigile lo può fare perché è lì per difendere il diritto di tutti; ma l’altra signora deve trovare un modo molto più accettabile per la mamma.”

Una milanese di 69 anni, ex contabile in un’azienda: “un comune cittadino può essere anche offeso dalla persona che viene criticata: con un vigile tu non ti permetti, ma a un altro come te puoi dire anche una parolaccia”.

Un 29enne di Zola Predosa (Bologna), programmatore in una ditta di informatica: “Questo compito educativo spetta alle autorità preposte”.

Una parrucchiera 60enne di un paesino in provincia di Catanzaro: “Il vigile deve fare il suo lavoro e quindi si può permettere di fare quella battuta; ma la signora non si può permettere”.

la madre manca di senso civico perché ha educato il bambino a tener pulito solo in casa (risposte di chi condanna decisamente la madre ma non si pronuncia sull’opportunità della provocazione)

Una casalinga tarantina di 34 anni: “Secondo me la mamma a casa non gli fa buttare neanche una pagliuzza a terra, mentre fuori gli lascia fare qualsiasi cosa, tanto non è roba sua.”

Un 69enne di Molinella (bassa bolognese), dirigente di cooperative: “Ci sono persone che hanno case da mille e una notte, e fuori è la loro pattumiera.”

Un insegnante 31enne di Ferrara: “Questo bambino, arrivato a vent’anni farà i 160 all’ora in kawasaki e investirà le vecchine. E la madre gli darà ancora ragione!”

Una 70enne di Lanciano, ex impiegata ed ex negoziante: “Il problema è che l’educazione civica a scuola non si insegna. La scuola deve insegnare l’educazione civica perché nelle famiglie non tutti sono all’altezza.”

Una settantenne di Bra (Cuneo), ex dirigente di una galleria d’arte: “Ci sono troppe mamme che considerano il pubblico come non loro, mentre il pubblico è di tutti, anche tuo e quindi devi rispettare l’ordine e insegnare ai tuoi figli a rispettare il pubblico, non solo il privato.”

Un’astigiana di 34 anni, segretaria in un ente di sostegno agli emarginati: “Mi ricordo una pubblicità negli anni ‘60: si vedeva una famigliola che mangiava nel salotto e che, finito di mangiare, buttava tutti i piatti per terra: una scena disgustosa. E una voce fuori campo diceva: ‘in casa tua non lo faresti; perché lo fai quando sei nei boschi?’”

i cittadini hanno lo stesso diritto del vigile
(risposte di chi accetta un ruolo autonomo della società civile a protezione dell’interesse pubblico)

Un ragioniere goriziano di 55 anni introduce spontaneamente il privato cittadino prima ancora che venga introdotto dal testo della storia: “Il vigile non solo fa bene lui a pungolare lo spirito civico della signora, ma chiunque altro avrebbe fatto bene nelle stesse condizioni, anche senza la divisa del vigile.”

Un 49enne di Palmi (Reggio Calabria), impiegato in un’azienda di riciclaggio: “Stiamo parlando di collettività, no? Allora non conta che sei in divisa o non sei in divisa. Ognuno dovrebbe avere lo stesso senso civico innato.”

Un 52enne di Aversa (Napoli), funzionario sindacale: “Se al posto del vigile c’è un cittadino a fare la stessa osservazione, secondo me fa bene a farla, anzi è un suo dovere.”

la signora è più encomiabile perché non è tenuta
(risposte di chi sollecita un ruolo autonomo della società civile a protezione dell’interesse pubblico)

Una fiscalista 28enne di Ferrara: “A tutti quelli che conosco e vedo buttare cartacce fuori della macchina chiedo se a casa loro la buttano per terra.”

Un operaio 32enne di Taranto: “Quando vado al mare mi porto il rastrello per raccogliere le cartacce sulla spiaggia. Mi prendono per un bagnino.”

Una 39enne di Crotone, architetto in uno studio: “Mi sono trovata anch’io a farlo, a rischio di prendermi qualche pietra in testa.”

Un cagliaritano di 36 anni, arredatore: “Mi è capitato personalmente, pur non essendo vigile, di fare questa osservazione a persone di una certa età, quindi anche con un po’ di imbarazzo da parte mia. Secondo me queste osservazioni fatte da un cittadino hanno più valore perché presuppongono un certo coraggio.”

Una casalinga di Ercolano (Napoli), 49 anni: “E’ successo anche a noi nella piazzetta; i bambini hanno preso il ferro che tiene ferma la spazzatura, e ci giocavano. Li abbiamo sgridati. Se no, come fanno a imparare, i bambini? Chi gli insegna?”

Una milanese di 43 anni, impiegata alla Lottomatica: “Una volta ho ripreso una bambina che aveva buttato per terra il sacchetto delle patatine. Lei lo ha raccolto e portato nel cestino. La madre le ha ordinato di riprenderlo dal cestino e ributtarlo per terra.”

Un veneziano di 53 anni, direttore d’albergo: “E’ da lodare più del vigile, perché il vigile lo fa per autorità mentre la signora lo fa per senso civico.”

Un imolese 27enne, titolare di una ditta di imballaggi: “E’ assurdo che una madre non dica nulla al figlio: si tratta di amare il posto in cui si vive. Il vigile fa benissimo: se lo avesse detto a me, avrei chiesto scusa dicendo che il bimbo mi era sfuggito.”

Una casalinga di 67 anni di Sambuca di Sicilia, ex operaia in una fabbrica tedesca: “se facessimo tutti come quella signora, ci sarebbe il paradiso in terra!”

Un livornese 43enne, funzionario al comune: “Un comune cittadino è anche più efficace, perché è più imbarazzante. Da un’autorità in fondo te lo aspetti”.

Una casalinga di 43 anni di Bressanone, ex operaia: “Ieri sera tardi nei giardinetti dietro casa una signora è venuta con un grosso cane; gli ha fatto fare i suoi bisogni e se ne è andata. Io non le sono corsa dietro perché era tardi e non volevo fare schiamazzi. Fosse stato un altro momento... Ho visto genitori che fanno fare la pipì ai bambini nelle spiagge pubbliche, o anche per strada. Meno male che ho sentito dire che a Merano hanno multato la mamma di un bambino che faceva la pipì nei giardinetti.”

Una 26enne di Padova, studentessa universitaria: “Mi è successo di incontrare queste mamme che sgridano un bambino quando si sporca e poi sull’autobus gli fanno occupare un posto quando ci sono degli anziani in piedi: sono disposte a difendere il bambino con le unghie e con i denti. Questa etica della famiglia più che della comunità che è molto italiana”.

Una 26enne di Chiavenna, esperta di problemi ecologici: “Il comune cittadino è da lodare ancora di più perché il vigile in fondo è pagato per farlo, se anche lo insultano un po’ è abituato perché è il suo lavoro; il libero cittadino rischia di essere offeso per far rispettare un suo diritto.”