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Passi di interviste con le storie
dimensione passività - attività: jazz

non andrei perché non si lascia un lavoro sicuro per un salto nel buio
(risposte che privilegiano la paura dell’ignoto)

Un banconista di bar milanese di 21 anni: “Rimarrei dove sono: se sto bene, se ho un lavoro sicuro, non vedo perché devo andare a fare la cantante di jazz. Tutto questo desiderio di avere successo mi sembra una cosa anche egoista!”

Un poliziotto 29enne di Palmi (RC): “Una proposta fatta su un palco, per un caso, mi sembra un po’ poco per cambiare vita.”

Un anziano ex elettricista di Valmontone (Roma): “Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.”

Un’insegnante napoletana di 43 ani: “Io sono una creatura prudente: è quello che mi ha rovinato la vita. Terrei il mio lavoro sicuro, che mi dà delle soddisfazioni economiche. Quando sono costretta a scegliere delle cose molto diverse da quelle che normalmente faccio mi prende il panico: ho sempre paura di non riuscire, di non essere all’altezza.”

Un pensionato di 49 anni, di un paesino presso Chiavari, ex operaio alla Fincantieri: “Io passo sempre dove l’acqua è bassa. Se mi serve 5, guadagno 5. Guadagnare 10, 20, 50 non mi interessa.”

non andrei perché il mondo dello spettacolo è troppo caotico / perché non mi esibisco volentieri su un palcoscenico
(risposte che privilegiano la tendenza a non esporsi, a stare tranquillo)

Un’operaia metalmeccanica di 48 anni di un paesino in provincia di Napoli: “Tu fai vedere che sei una persona matura se rifletti. A 29 anni è anche tardi per iniziare un’attività del genere.”

Una casalinga 29enne di Bassano del Grappa, ex sarta: “Io ogni tanto mi diletto con il cucito, anche se ho smesso di farlo per lavoro perché mi piace ancora e sono del tutto libera di farlo quando ne ho voglia. Faccio solo le cose che mi piacciono e perciò le trovo piacevoli. Se avessi avuto l’occasione di diventare una stilista probabilmente avrei dovuto modificarmi tanto che la cosa avrebbe finito per schiacciarmi invece che darmi piacere.”

Un 25enne della provincia di Brindisi, operatore di riprese televisive: “Il mondo dello spettacolo è pieno di persone false. Non sai dove aggrapparti.”

Un torinese di settantasette anni, ex tornitore alla Michelin: “Io avevo una bella voce e un maestro mi ha fatto fare un’audizione e mi ha detto: ‘io le consiglio di intraprendere questa carriera; però, la avverto, la RAI è un casino’. Ed è bastato quello per farmi rifiutare: sono rientrato nella mia industria, nel mio lavoro; da buon torinese, i salti nel buio...”

non andrei perché il mio lavoro lo so fare bene; per aver successo come cantante ci vogliono presenza scenica, esibizionismo – caratteristiche che non ho
(risposte basate su un confronto fra la sicurezza che uno ha e l’esito incerto del gran salto)

Una casalinga nubile di 61 anni, figlia di un industriale milanese: “Nella realtà una persona che ha scelto quel tipo di lavoro lo ha fatto in modo raziocinante; si tratta quindi di una persona che non può essere attratta da un mondo così diverso; anzi ne può avere anche paura.”

Una milanese di 43 anni, impiegata alla Lottomatica: “Non andrei perché la mia vita mi soddisfa così com’è.”

chiederei un permesso e andrei a fare la prova; in fondo, se il principale ha bisogno di me, sarà felice di riprendermi nel caso mi andasse male in America
(risposte di chi accetta di tentare l’avventura senza però tagliare psicologicamente i ponti con la sicurezza)

Un pensionato 71enne di Palmi (RC), ex autista di autobus urbani: “Le valutazioni sono state fatte da un competente, quindi non c’è un gran rischio.”

Un operatore sociale 29enne di Montemurlo (Prato): “Mi sembra che quel tipo non dia un sicuro affidamento, per cui continuerei col mio lavoro ma tenendo i contatti con lui e magari provando anche per conto mio, perché se l’hanno applaudita tanto vuol dire che è davvero brava.”

Un 28enne di Saronno, ex scout e montatore di arredamenti: “Se è così brava nel suo lavoro, starà via un anno, due anni; torna e un altro lavoro lo trova.”

andrei perché una vita di cantante jazz è molto più interessante di una vita di segretaria
(risposte motivate dal fascino di quella particolare occasione)

Un 26enne disoccupato di Ostuni, attore dilettante: “Non c’è sicurezza lavorativa che valga l’emozione che può dare a un artista parlare con il proprio linguaggio.”

Un romano 32enne, traduttore e interprete: “Se uno ha anche appena il sospetto che ci sia del talento quella è la sua strada e comunque deve buttarsi lì. E poi è anche un dovere verso l’umanità: una persona che ha talento non ha solo il piacere proprio di affermazione, è anche in debito nei confronti dell’umanità.”

Un ingegnere progettista di 32 anni di San Donato Milanese: “Mi butterei perché sicuramente ho talento. Non tanto per il discografico, quanto per gli applausi del pubblico, che valgono sicuramente di più.”

Un gioielliere bolzanese di 32 anni: “Se lei è un’appassionata del jazz... Non c’è niente di meglio che avere la propria passione come lavoro.”

Una 39enne di Crotone, architetto in uno studio: “Se uno ha il dono di una voce così bella, in un’arte come la musica, è sprecato a stare seduto in ufficio!”

andrei perché un’occasione così non si può lasciar scappare / perché amo le esperienze, le sfide
(risposte che mostrano la tendenza a cogliere ogni occasione per avere successo)

Un romano di 31 anni, impiegato in una ditta di marketing: “Mi alletta molto la fama e il successo: quindi resterei.”

Un pensionato friulano di 55 anni, ex ragioniere: “Io sarei per lanciarmi. Ho sempre cambiato, ho fatto decine di lavori; come carattere sono portato al cambiamento, al tentativo.”

Studente universitario 27enne di San Giorgio a Cremano (Napoli): “Io amo i salti nel buio. Io andrei a cantare. A me le cose sicure fanno male, mi soffocano, per cui io ci andrei.”

Un tecnico informatico 28enne di Varese: “Non me ne importerebbe niente di lasciare l’altro lavoro; non avrei nessuno scrupolo: è un’occasione inaspettata, ti capita tra capo e collo un’avventura, una novità in un campo che sicuramente ti interessa...”

Una cinquantenne pugliese, insegnante di scienze naturali alle medie superiori: “L'idea di cambiare la mia esistenza mi piacerebbe molto. Altrimenti la vita si ingrigisce.”

Una milanese di 24 anni, appassionata di arte e istruttrice di danze moderne: “Io andrei: mi è capitato tante volte di buttarmi allo sbaraglio, di cadere e di picchiare la testa. Ci si fa male, ma vale la pena, perché restare lì...