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Passi di interviste con le storie
dimensione responsabilità - dipendenza: Gravità

reazioni estreme sul lato DIP

Un sacerdote 57enne di Montagnana (Padova): "Ma va’, ma scherzi? Non sono io l’autorità del mondo, non ho mica io l’autorità. Che autorità ho io se non ce l’ho dal Vangelo? Il Vangelo è la fonte che sta al di sopra di noi".

Una casalinga di Ercolano, 49 anni: "Io l’ho proprio trovato. Se ci credi, vai avanti bene, ti protegge giorno per giorno. Se ti trovi in difficoltà, ti rivolgi, e tutto si risolve. Come si fa a vivere così, a vanvera? Noi non siamo nessuno. Tanta gente non ci crede, ma io lo vedo sempre vicino. Lo auguro a tutti".

Un’insegnante di lingue di 44 anni di Rovigo: "Sarebbe più giusto secondo me affidarsi ad un centro di gravità permanente, perché la maggior parte degli uomini ne ha bisogno. Credo che la crisi di molti giovani e di tutta la società al giorno d’oggi sia proprio dovuta al fatto che si è perso questo riferimento."

Una casalinga 78enne di Mola (Bari): "Quando lo dissi a un sacerdote: ‘Padre, ci vuole un cervello di ricambio per seguire le cose della vita!’ Rispose: ‘C’è un solo libro!’. Non disse altro. Il punto di riferimento è quello. Di fronte a una situazione io penso sempre: ‘che farebbe Gesù Cristo al posto mio?’".

reazioni moderate sul lato DIP

Una ex insegnante privata fiorentina di 63 anni: "Penso che ci siano persone che si sentono al di sopra della legge. Questo per me è negativo. E' presunzione. Prendere le proprie responsabilità sì, pensare con la propria testa sì, ma poi abbassare la propria testa e riferirsi o a un ordinamento giuridico o a dei dettami religiosi. Io posso avere convinzioni ma le devo sempre rapportare a testi o a un insieme di cose meditate.

Una piemontese di 34 anni, ausiliaria in una casa di cura: "io nella vita quotidiana non lo cerco; però quando sono stata male mi sono sempre rivolta a Dio"

reazioni intermedie

Un’astigiana 34enne, segretaria in un’associazione di volontariato: "Io credo che ognuno sia libero di fare le sue scelte, abbia il dovere di farle e ragionare con la propria testa. Credo, comunque, che dobbiamo rifarci a dei valori morali. Quello che è un rischio è il fatto di dire che ognuno si ritaglia quello che è il suo giusto e il suo sbagliato e quindi è importante trovare dei punti di riferimento ai quali rifarsi."

reazioni moderate sul lato RES

Una 42enne di Castiglione delle Stiviere (Mantova), funzionario del comune: "Beati quelli che vedono tutto in bianco e nero! Ci vuole l’umiltà di ammettere che si può cambiare idea in qualsiasi momento".

Un’insegnante napoletana di 43 anni: "Bisogna stare attenti a tutti questi centri di gravità permanenti, perché c’è gente che non impara a pensare con la sua testa. Ti puoi rispecchiare in alcune idee, ma è sempre bene avere una capacità autonoma di giudizio. Gli ideali sono importanti ma non bisogna mai cercare un centro: sia che sia un partito, sia che sia una religione".

Una 54enne di Capo d’Orlando (Messina), dirigente scolastico: "E’ vero che non si può mai essere sicuri delle proprie scelte. Ma di questo la persona adulta tiene conto, e comunque decide con la sua testa".

Una 54enne bolognese, psicologa: "Che gli adulti siano sempre così maturi e responsabili non è vero. E’ vero che gli adulti sono insicuri perché è giusto che lo siano, e che solo i giovani possano avere la certezza di essere nel giusto perché hanno bisogno di sicurezze. L'adulto invece accetta di essere insicuro perché sa che non esistono delle regole indiscutibili, non esiste un centro di gravità permanente."

reazioni estreme sul lato RES

Una perugina di 58 anni, proprietaria di un laboratorio di tessitura: "Non accetto che le persone adulte si debbano rivolgere a dei testi e pensieri espressi da persone superiori per uniformare la propria vita ai loro dettami. Pur conoscendo i propri limiti, c’è sempre la propria scelta, perché quando tu leggi un testo, due testi, tre testi, devi scegliere quello che ti va bene. Tu sei responsabile di te stesso ed è stupido dire che siccome hai dei limiti ti devi affidare agli altri. Questo assolutamente mai!"

Un arredatore cagliaritano di 36 anni: "Non lo voglio proprio cercare; credo nell’individualità, nell’indipendenza mentale: è uno dei mali della società il fatto che si segue come pecore... che si ricerca per forza un personaggio che catalizzi... Lo dico con forza perché è uno dei problemi della società il non pensare con la propria testa. Questa è una mia battaglia personale; condanno la disabitudine a usare la nostra materia grigia."

Una pensionata 60enne di Lodi: "Io mi sono sempre basata sul mio discernimento. Ho fatto la mia strada, con i miei errori, senza sicurezze, cercando di trovare la soluzione giusta momento per momento."

Un 29enne di Latina, titolare di una pizzeria, ex attivista della destra: "Molte persone che si affidano alla religione lo fanno perché non hanno la testa per capire da sé cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ci sono delle regole, si attengono a quelle, ma non crescono mai".

Una sarta napoletana di 60 anni: "Ho le mie responsabilità e so quello che devo fare senza chiedere nulla a nessuno. Ho abbastanza esperienza e so decidere da sola nelle mie cose."

Una toscana 50enne, maestra in pensione, convertita al buddismo: "Per me il centro di gravità non è fuori di me, è dentro di me; è lì che lo vado a cercare, perché non si può vivere senza un centro. Certo, se questo centro lo si va a cercare in Dio o in un’autorità esterna, allora ha ragione la ragazza che parla di pensare con la propria testa."

Una 55enne di Gallarate, che ha lavorato nell’industria tessile del marito: "Per me un centro di gravità permanente è una cosa assurda. Nel corso della vita cambiamo. Anche la Chiesa cambia in continuazione: alcune cose ce andavano bene nel Medio Evo sono state ribaltate.

Uno studente universitario fuori corso di Firenze: "Questi centri di gravità, questi punti di riferimento, sono molto pericolosi se si pensa ai fondamentalismi musulmani o cattolici, a certe persone convinte di certe ideologie. E' sempre bene avere un dubbio, perché ti dà la possibilità di aprirti un po' a tutto il mondo."

Un astro-fisico triestino di 60anni: "Non dovrebbe esistere un sistema globalizzante che dà le risposte giuste per tutto a cui uno si inchina. Non lo cerco nel senso che non lo vorrei proprio trovare. La responsabilità è individuale, e quindi uno ha il dovere di cercare di costruirsi il proprio atteggiamento rispetto ai problemi in maniera critica, cercando una filosofia, una religione, una qualunque cosa e rispettando il parere degli altri. Il parere degli altri concorre a formare le proprie idee".

Una 39enne di Crotone, architetto in uno studio: "Il dubbio ti dà la certezza di essere: dubito ergo sum. Non ho mai preso niente per assoluto. Ho militato a sinistra, ma non ho mai preso una tessera."

Una parrucchiera 60enne di un paesino in provincia di Catanzaro: "Questa ragazza ha ragione. Anch’io non cerco qualcuno che mi dica ‘fai così, fai colà’. Faccio come mi detta l’istinto."